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Evitante distanziante vs disorganizzato: la differenza

L’evitante distanziante e il disorganizzato, o timoroso-evitante, sono i due stili adulti che tengono gli altri a distanza, ma per ragioni diverse. Questo articolo li riporta entrambi al modello a quattro categorie di Bartholomew e Horowitz, li confronta in una tabella e spiega perché la differenza conta.

In sintesi

In comune
Evitamento dell’attaccamento alto
Differenza chiave
L’ansia: bassa nel distanziante, alta nel timoroso
Immagine di sé
Distanziante per lo più positiva, timoroso per lo più negativa
Origine
Bartholomew (1990); Bartholomew e Horowitz (1991)

Visti da fuori, i due stili evitanti possono sembrare uguali: una persona che cambia argomento quando si parla di sentimenti, ha bisogno di molto spazio o si chiude nel silenzio durante un conflitto. Sotto la superficie seguono logiche diverse, e questa differenza cambia ciò che tende ad aiutare.

Da dove vengono i termini

La prima ricerca sull’attaccamento adulto usava tre categorie prese in prestito dalla ricerca sui bambini: sicuro, ansioso ed evitante. Kim Bartholomew notò che il gruppo evitante mescolava due tipi di persone. Alcune sembravano davvero tranquille con la distanza e si descrivevano autosufficienti. Altre evitavano la vicinanza perché temevano di essere ferite, ed erano tutt’altro che tranquille.[1]

Bartholomew e Leonard Horowitz costruirono un modello per separarle. Incrociarono due idee della teoria di John Bowlby: l’immagine di sé (merito amore e sostegno?) e l’immagine degli altri (gli altri sono disponibili e affidabili?). Le combinazioni diedero quattro stili: sicuro, preoccupato, distanziante e timoroso.[2] Il modello completo è descritto nel nostro articolo sul modello a quattro categorie.

Che cosa significa evitante distanziante

Nei termini di Bartholomew, lo stile distanziante unisce un’immagine positiva di sé a un’immagine negativa degli altri.[2] Chi ha questo stile protegge il proprio valore minimizzando quanto contano le relazioni. Tiene all’indipendenza, tende a tenere per sé i sentimenti e spesso si descrive come qualcuno che non ha molto bisogno degli altri. “Evitante distanziante” è il nome italiano che traduce il “dismissing” di Bartholomew.

Mikulincer e Shaver descrivono la strategia di fondo come disattivazione: abbassare il sistema di attaccamento, distogliere l’attenzione dai bisogni e dalle minacce nella relazione e contare su se stessi.[5] È una strategia che funziona in alcuni contesti, per esempio nel restare calmi sotto pressione, e costa qualcosa in altri, come quando il partner ha bisogno di presenza emotiva. La pagina sull’attaccamento evitante descrive questo stile nelle relazioni di tutti i giorni.

Che cosa significa timoroso-evitante

Lo stile timoroso unisce un’immagine negativa di sé a un’immagine negativa degli altri.[2] Chi ha questo stile desidera la vicinanza, spesso intensamente, ma si aspetta di essere rifiutato o ferito, e così si tiene lontano proprio dall’intimità che desidera. Il punto di Bartholomew era che questo evitamento è difensivo, non indifferente.[1]

Poiché desiderio e paura sono attivi insieme, lo stile timoroso si manifesta spesso come un tira e molla: cercare l’altro e poi ritirarsi quando la vicinanza arriva. Nei termini di Mikulincer e Shaver, mescola la strategia ansiosa di alzare il volume del sistema di attaccamento con quella evitante di abbassarlo.[5] Su questo sito è il quarto stile, che chiamiamo disorganizzato come si fa comunemente in italiano: approfondisci nella pagina sull’attaccamento disorganizzato.

Evitante distanziante e timoroso a confronto

La ricerca successiva ha mostrato che la maggior parte dei questionari sull’attaccamento adulto si riduce a due dimensioni: ansia ed evitamento.[4] Griffin e Bartholomew avevano già trovato che l’immagine di sé coincide in gran parte con l’ansia e l’immagine degli altri con l’evitamento.[3] In questi termini entrambi gli stili hanno un evitamento alto; si differenziano per l’ansia.

Evitante distanzianteTimoroso-evitante (disorganizzato)
Immagine di séPer lo più positivaPer lo più negativa
Immagine degli altriPer lo più negativaPer lo più negativa
AnsiaBassaAlta
EvitamentoAltoAlto
Atteggiamento verso la vicinanzaLa considera poco necessariaLa desidera e la teme
Strategia tipicaDisattivazione: autosufficienza, distanzaMista: cercare l’altro, poi ritirarsi
Sotto stress nella relazioneSi ritira, se la cava da soloOscilla tra cercare e ritirarsi
Che cosa tende ad aiutareVicinanza senza pressioni, spazio per aprirsi con i propri tempiAffidabilità costante, pazienza con il tira e molla

Le righe sono tendenze descritte dalla ricerca, non una lista di controllo. Una persona può riconoscersi in alcune righe e non in altre.[2][5]

Perché la differenza conta

I due stili chiedono tipi diversi di comprensione. Il partner di una persona evitante distanziante può leggere la distanza come un rifiuto, quando è più vicina a un’abitudine all’autosufficienza; insistere molto per parlare di emozioni tende ad aumentare la distanza. Il partner di una persona timorosa può restare confuso da un calore seguito da una ritirata; qui prevedibilità e pazienza di solito contano più dello spazio.

Per chi ha lo stile, la differenza porta a domande diverse. Le tendenze distanzianti invitano spesso a chiedersi “che cosa perdo non avendo bisogno di nessuno?”. Quelle timorose più spesso a chiedersi “da che cosa mi sto proteggendo, e quel pericolo c’è ancora?”. Nessuna delle due domande ha una risposta rapida, ed entrambi gli stili possono muoversi verso la sicurezza nel tempo, come descritto in attaccamento sicuro acquisito.[5]

Fraintendimenti comuni sui due stili evitanti

“Chi è evitante distanziante non prova sentimenti.” Lo stile distanziante descrive una strategia per gestire i sentimenti, non la loro assenza. Mikulincer e Shaver passano in rassegna prove secondo cui le persone con un evitamento alto possono reagire alle minacce nella relazione anche quando dicono di provare poco, il che suggerisce che distogliere l’attenzione richiede uno sforzo.[5]

“Il timoroso-evitante è ansioso più evitante, quindi è lo stile peggiore.” I quattro stili non sono una classifica. Ognuno descrive un modo di far fronte alle cose che aveva senso in un certo insieme di esperienze, e ognuno porta con sé punti di forza oltre che costi.[2] Chiamarne uno il peggiore trasforma una descrizione in un giudizio, e la ricerca non lo sostiene.

“Il tuo stile è un’etichetta fissa.” Bartholomew e Horowitz descrivevano prototipi a cui le persone somigliano in misura diversa, non caselle a cui appartengono.[2] I punteggi sulle dimensioni sottostanti sono continui e possono cambiare con nuove relazioni e con la riflessione.

Come ti colloca il test

Il nostro test sullo stile di attaccamento misura direttamente le due dimensioni, ed è per questo che distingue questi stili in base al tuo punteggio di ansia. Se il tuo evitamento è alto e la tua ansia sta vicino alla metà, vedrai un risultato a metà tra i due, che riflette la natura continua delle dimensioni descritta in ansia ed evitamento. La pagina sul metodo spiega il calcolo e i suoi limiti. Niente di tutto questo è una diagnosi. Se la distanza nelle relazioni ti fa stare davvero male, la pagina chiedere aiuto offre suggerimenti per trovare sostegno.

Domande frequenti

Domande su questo tema

Qual è la differenza principale tra evitante distanziante e timoroso-evitante?

Entrambi mantengono una distanza emotiva. Lo stile distanziante lo fa partendo da un senso di sé abbastanza solido e da una scarsa paura del rifiuto, e considera la vicinanza poco necessaria. Lo stile timoroso-evitante desidera la vicinanza e teme molto il rifiuto, e tiene la distanza soprattutto per proteggersi. Nel modello a due dimensioni entrambi hanno un evitamento alto, ma solo il timoroso ha anche un’ansia alta.

Evitante distanziante e attaccamento evitante sono la stessa cosa?

Nell’uso comune, attaccamento evitante indica di solito la forma distanziante. Bartholomew la chiamava dismissing, in italiano distanziante. La nostra pagina sull’attaccamento evitante descrive questo stile in profondità.

Si può essere sia distanzianti sia timorosi?

I punteggi sono continui, quindi una persona può trovarsi vicino al confine tra i due, con un evitamento alto e un’ansia media. Le persone variano anche da una relazione all’altra e nel tempo. Un risultato a metà tra due stili è una risposta sensata, non una risposta fallita.

È più comune lo stile distanziante o quello timoroso?

Le cifre dipendono dal campione e dallo strumento e non sono confrontabili tra studi, quindi non citiamo un numero. Per te conta di più quale descrizione corrisponde a ciò che vivi nelle relazioni strette.

Il timoroso-evitante è la stessa cosa dell’attaccamento disorganizzato?

Si sovrappongono nel tema ma vengono da ricerche diverse. L’attaccamento disorganizzato è una categoria nata dall’osservazione dei bambini; timoroso-evitante è uno stile adulto della ricerca con questionari. In italiano si usa quasi sempre disorganizzato per entrambi. Il nostro articolo sull’attaccamento disorganizzato ne racconta la storia.

Vedi anche

Fonti

  1. ↑ Bartholomew, K.(1990). Avoidance of intimacy: An attachment perspective. Journal of Social and Personal Relationships, 7(2).
  2. ↑ Bartholomew, K., & Horowitz, L. M.(1991). Attachment styles among young adults: A test of a four-category model. Journal of Personality and Social Psychology, 61(2).
  3. ↑ Griffin, D. W., & Bartholomew, K.(1994). Models of the self and other: Fundamental dimensions underlying measures of adult attachment. Journal of Personality and Social Psychology, 67(3).
  4. ↑ Brennan, K. A., Clark, C. L., & Shaver, P. R.(1998). Self-report measurement of adult romantic attachment: An integrative overview. In J. A. Simpson & W. S. Rholes (Eds.), Attachment Theory and Close Relationships. Guilford Press.
  5. ↑ Mikulincer, M., & Shaver, P. R.(2016). Attachment in Adulthood: Structure, Dynamics, and Change (2nd ed.). Guilford Press.

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Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2026